domenica 3 settembre 2006

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Chiesa del Crocifisso vista dai tetti di Castelbuono
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Sono io, da Castelbuono di Angelo Guarneri
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Prologo
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E' un grande teatro il mio paese;
anzi un anfiteatro, forgiato
a ferro e a fuoco in tempi molto antichi.
Prima di Epidauro, precede il mito greco.
Su ampie gradinate perenni spettatori:
querce, castagni, faggi,
muschi, basilischi, merli,
falchi, cornacchie, roditori.
Poi fate, giganti, anime vaganti;
e una vecchia benefica signora,
nonna di tutte le nonne,
vecchia come ogni anno
il più vecchio giorno dell'anno.
Le quinte una corona di colline;
corrono al crepuscolo e si tuffano nel mare.
Tutti gli abitanti attori:
recitano l'umana commedia della vita.
Alle luci il sole e la luna,
le stelle per i frangenti a tinte forti:
attese, avvie, partenze per altri porti.
Nel vento la regia, le nuvole il futuro.
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da: "Nel tempo del privato" pag. 15 - Collana Poesia - Ed. O Caroggio

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